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L’intervento è l’esito di un concorso indetto da RFI per la riqualificazione di piccole stazioni abbandonate. Il contesto è quello della periferia cagliaritana. L’oggetto è un piccolo fabbricato rosa e una pensilina in struttura metallica, inseriti nello scenario tipico: la strada, i binari, un paesaggio di tanto in tanto “turbato” dal lento passaggio del vagone passeggeri.  La stazione è come un foglio di carta, una sola superficie, che riempie lo spazio e, al contempo, lascia spazio. Il recupero passa attraverso una “evoluzione di senso” che risponde alla logica di costruzione del nuovo paesaggio contemporaneo antropizzato. La stazione diviene una sovrapposizione. Nella stessa forma e nello stesso volume viene aggiunto un ulteriore livello di significato, un altro spazio, anche se la superficie rimane una sola. I livelli si nascondono per poi riaffiorare. I simboli della comunicazione, il pannello segnalatore, sono divenuti nuovi livelli di senso da sovrapporre allo spazio esistente. Il piccolo budget messo a disposizione (€ 7.000  di opere) è divenuto quindi uno degli elementi di costruzione formale del progetto.


fotografia
pierluigi dessì

 
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